Mi sembra opportuno integrare il
discorso fatto la precedente volta sulla comunicazione in famiglia, vista come cerniera fra il bambino e la
società, in quanto avere cura della relazione genitoriale e, quindi, avere cura
della formazione dei figli, implica imparare l’ascolto di sé. Si tratta di
imparare ad ascoltare se stessi per imparare ad ascoltare l’altro. Si tratta di
guardare con occhi nuovi una persona che proviene da noi ma che dobbiamo
“trasportare” verso una vita autonoma e responsabile.
Probabilmente se fosse possibile
tracciare delle linee guida per la costruzione di un legame “genitori-figli”
l’ascolto sarebbe uno dei primi punti da sottolineare. Esso risulta essere il
mezzo per rendere senso alla vita degli altri e con gli altri. Serve per non
imporsi ma rispettare l’essenza dell’altro e dargli la giusta importanza, in un
mondo dove spesso sembra regnare il dominio e lo sfruttamento dell’altro.
Ulteriori linee guida possono
essere rappresentate da azioni molto collegate all’argomento del mio blog:
l’empatia, la capacità di porgere la parola, quella di porgere l’attenzione ed,
infine, quella di essere una guida morale ed etica consapevole. Questi quattro
punti verranno trattati in modo più approfondito la prossima volta.

